L’accademia di Sanremo e il Morgana Club

Mi ricordo che era il 2009 e, quell’anno, decisi di ripartecipare all’Accademia di Sanremo per la seconda volta.

La settimana sanremese fu davvero molto interessante e, a presiedere le lezioni, c’era Franco Mussida uno dei componenti della PFM.

Molti furono gli artisti che vennero a portare la propria esperienza tra i banchi nell’Accademia tra cui: Zucchero, Jovanotti, Arisa, Giovanni Allevi, Baccini e altri.

Mi ricordo che quell’anno, solo pochi mesi prima, feci un’audizione con Bruno Santori e Vladi Tosetto a Legnano, vicino a Milano e, in quell’occasione, rimasero molto sorpresi di un brano che avevo scritto e musicato io stesso: “Cercando l’immenso”.

Perché vi ho raccontato questo aneddoto? Perché all’Accademia quell’anno c’era anche Bruno Santori, come direttore dell’orchestra sinfonica.

In quei giorni ci incontrammo e mi disse: “Fabio potevi anche dirmelo che saresti poi è venuto l’Accademia; è un piacere vederti e sono sorpreso”.

Beh, in quel periodo, mi piaceva sorprendere e, come oggi, amavo le sfide ma, non con gli altri,  con me stesso.

Quell’anno andò proprio così: gli organizzatori dissero a tutti che il mercoledì sera al Morgana club, lo yacht club di Sanremo, ci sarebbe stata una Jam session e che ogni partecipante all’Accademia avrebbe avuto l’opportunità libera di cantare: era la mia occasione di farmi sentire sul serio!

Finalmente arrivò il mercoledì sera e mi presentai al Morgana club; il locale era pieno di allievi dell’Accademia (eravamo più di 400) ma la possibilità di salire sul palco era limitata dato che la lista di canzoni, scelta dagli organizzatori, era ridotta.

Fortunatamente non tutti se la sentivano di esibirsi e poi, grazie alla fortuna o al destino, in quella lista trovai una canzone che conoscevo molto bene e che interpretavo alla mia maniera: “I migliori anni della nostra vita” di Renato Zero.

Il palco era un saliscendi di artisti che tenevano in mano i testi delle canzoni ma ora era arrivato il mio momento e, senza alcun leggio o supporto strano, andai su quel palco ed iniziai a cantare la mia canzone.

A un certo punto, dopo il primo applauso intermedio, vidi scendere dal piano superiore Bruno Santori, Paolo Giordano, direttore del giornale, Andrea Rodini e tutto lo staff. Non conoscevano chi la stesse interpretando ma furono talmente interessati che decisero di venire vicino al palco.

Tutto fu poi immortalato da un’amica che stava filmando la mia performance e che avrebbe dovuto inquadrare la platea per vedere le reazioni alla mia canzone.

Alla fine del brano ricevetti un sacco di applausi da parte di tutti gli allievi dell’Accademia e, dopo la mia performance, un capo sicurezza dello staff mi fermò fuori dal Morgana club, mi ricordo che ero andato a bere in solitudine un drink al Blues Brothers bar e mi offri da bere al banco dicendomi: “Pochi emozionano come te Fabio. Stasera c’hai fatto emozionare davvero! Continua così e non mollare mai.

Il giorno seguente anche la segretaria dell’accademia mi disse: “Meriti di arrivare lontano Fabio ma sai benissimo che certi giochi non dipendono da noi”.

Ormai avevo quel bellissimo video dove avevo avuto modo di poter vedere ogni esultanza, ogni applauso sincero di chi mi aveva ascoltato in quel momento: insomma una conferma visiva che da tanto tempo cercavo.

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